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 Cassino 1944

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MessaggioOggetto: Cassino 1944   Gio Nov 06, 2008 8:36 pm



Siamo all'ingresso di Cassino, a pochi metri di distanza dall'allora "Hotel Continental". Il tenente Rammelt (a terra) è appena morto e i suoi compagni ne commentano la scomparsa.



E' il 15 marzo 1944. Dalla strada per S. Elia Fiumerapido un fotoreporter Alleato riprende il bombardamento della città di Cassino. Visibile nella foto "Then" una fila di bombe aeree appena esplose a terra.




Da una cartolina di inizio secolo scorso, un then & now ambientato in via Vittorio Emanuele, all'entrata di Cassino.



Un monaco benedettino si avvia verso l'ingresso dell'Abbazia sormontato dalla grossa scritta "PAX".



Nella foto d'epoca si "intuisce", più che vederla, la Rocca Janula. Ciò tuttavia basta a identificare la location.
Siamo nel quartiere "Colosseo", all'entrata nord di Cassino.



Le rovine dell'Abbazia di Montecassino immortalate da un paracadutista tedesco.
Il militare scattò la foto da Quota 575 (dove oggi si trova la Croce ai soldati polacchi visibile dalla Casilina).
In basso è possibile vedere la strada che proviene dalla Masseria Albaneta.



Lo Sherman del Tenente Bialecki, distrutto dai paracadutisti tedeschi
il 12 maggio 1944, nelle prime fasi dell'assalto polacco al bastione di
Montecassino. Nessuno dell'equipaggio sopravvisse.



Un militare polacco esamina un carro leggero Stuart, vittima dei paracadutisti tedeschi della 14ª compagnia anticarro durante il fallito attacco all'Albaneta del 20 marzo 1944. Sullo sfondo, il Monte Cairo.



Dalla parte superiore del cimitero polacco di Montecassino, questo Then & Now ci riporta ai mesi immediatamente dopo la battaglia.



Appena terminata la battaglia, i polacchi iniziarono subito la costruzione dell'Obelisco sulla punta di Quota 593, a ricordo delle tante vite spezzate nei reiterati tentativi di impossessarsi di Montecassino.




Poco prima di arrivare a Cassino da Caira, c'è questa cava.
Personalmente ho sempre pensato che fosse una realizzazione del dopoguerra, magari per prelevare materiali necessari alla ricostruzione.
Invece questa foto prova che la cava era esistente già ai tempi della battaglia di Cassino, come dimostrano questi militari neozelandesi che la stanno attraversando diretti in città (visibile tra il fumo sullo sfondo).
Lo scatto "Now" andava fatto spostandosi leggermente ancora più verso la collina ma, come si può notare dalla foto in basso, la cava stessa è recintata e non è possibile accedervi.




Una foto anteguerra dell' Hotel des Roses.
In realtà il grosso palazzo tutto era meno che un Hotel (era una costruzione abitativa signorile appartenuta ad una nobile famiglia cassinate).
Insieme all'Hotel Continental (che si trovava più avanti, nella zona dei caseggiati visibile sullo sfondo della cartolina) fu occupato dai paracadutisti tedeschi che da qui controllavano tutta l'area della città fino alla stazione ferroviaria.



Un solitario camion abbandona Cassino, diretto verso nord. Sullo sfondo, la Rocca Janula e il paesaggio di rovine sottostante.
Oggi la vegetazione ha ripreso prepotentemente possesso di ciò che l'uomo le aveva tolto per le proprie esigenze belliche.


[img][img]

Lo Stug III della 242 Sturmgeschutz Brigade abbandona il riparo delle rovine presso l'Hotel Continental per far fuoco contro le truppe Alleate che tentano di prendere Cassino.
Il suo campo di tiro era molto esteso e andava dall'ingresso nord della città fino alla stazione ferroviaria e parte del centro abitato. Oggi i palazzi sono stati ovviamente ricostruiti, ma l'architettura generale dell'area è rimasta la stessa e non si fatica poi molto a riconoscere il luogo.




La Rocca Janula in un'antica cartolina postale anteguerra e, sotto, oggi, parzialmente celata alla vista dalla vegetazione rigogliosa dei costoni di Monte Cassino.
Alla sua sinistra è visibile il "Villino Colella" (su alcune pubblicazioni inerenti la battaglia esso è chiamato "La casa gialla").
Esso ospitava un drappello di paracadutisti tedeschi armati con una MG.42 e resse (bloccando di fatto la strada che transitava davanti alla Rocca Janula) ai primi assalti Alleati di inizio febbraio 1944.
Contro le sue difese si scontrarono i "Nisei" nippo-americani della Compagnia "C", 100° battaglione, 133° reggimento americano.
Rimasto completamente distrutto dai combattimenti per e intorno alla Rocca, esso non venne mai più ricostruito e i suoi pochi resti giacciono oggi sotto la folta vegetazione della "Collina del Castello".



Militari polacchi passano davanti alla "Casa del Dottore" portando a spalla i propri caduti. A terra, alcuni morti tedeschi.
Durante l'ultima fase della battaglia per il possesso delle rovine dell'Abbazia, l'abitazione fu utilizzata dai soldati della 3ª Divisione "Karpazia" come posto di primo soccorso e importante punto di osservazione (da tenere conto che, essendo visibile dal Monastero, essa era perennemente sotto il tiro tedesco).



Lo scatto "Then" è stato preso da un paracadutista tedesco del III Reggimento durante la battaglia.
I piccoli paracadute che si vedono nella foto vicino alla Collina dell'Impiccato (dove prima della guerra era il pilastro della funivia per il Monastero) sono rifornimenti per i Gurkha attestati all'ombra dello sperone roccioso. Siamo al 19 marzo 1944.



Sulla via Di Biasio, verso l'uscita nord di Cassino, un cannone Bofors Alleato puntato verso il cielo, in attesa di un improbabile attacco aereo tedesco.
Sullo sfondo, la Rocca Janula.




Su quella che oggi è la Villa Comunale, portaferiti neozelandesi raccolgono i caduti in un momento di tregua nei combattimenti.
Sotto, la Villa vista dalla strada che passa davanti all'Hotel Des Roses (praticamente dal punto opposto a quello da cui è stata preso il primo scatto di questa pagina).



Sulla via per Caira, alcuni paracadutisti tedeschi vengono avviati come prigionieri verso le retrovie.
Sullo sfondo, la città di Cassino.



Alla fine della battaglia, i Bulldozers Alleati si danno da fare per sgombrare le macerie e permettere il transito militare verso nord. Siamo all'uscita di Cassino, in prossimità dell'inizio della salita al Monastero.



Fine maggio del 1944. Il traffico militare Alleato percorre l'attuale Corso della Repubblica (in senso contrario a quello oggi consentito), mentre alcuni soldati osservano i cumuli di macerie.



Corazzati del 20° Reggimento neozelandese giacciono distrutti a poca distanza dalla
Masseria Albaneta, il piccolo convento che si trova a pochissima distanza dall'Abbazia
di Montecassino. Il 19 marzo del 1944 quest'area fu teatro di una breve ma accanita battaglia tra le forze
corazzate neozelandesi e i paracadutisti tedeschi della 14ª Compagnia anticarro del tenente Eckel,
i quali distrussero una ventina di mezzi mediante l'utilizzo di mine anticarro e lanciarazzi Panzerschreck.
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